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Tassa di soggiorno: cos'è, chi la paga e come funziona

Te lo diciamo noi:

La tassa di soggiorno si paga ogni notte che trascorri in hotel, B&B o casa vacanze in una città che l'ha istituita. La paga il turista, non la struttura. L'albergatore la riscuote per conto del Comune. Non è inclusa nel prezzo della camera: si paga a parte, di solito al check-in o al check-out.

Cosa devi sapere subito

  • Non tutti i Comuni italiani la applicano: è facoltativa, non obbligatoria a livello nazionale.
  • L'importo varia da €0,50 a €10 per notte a persona, secondo le regole del singolo Comune.
  • Si applica per un massimo di notti consecutive stabilito dal Comune (spesso 5-7 notti).
  • I minori di 14 anni sono sempre esenti; altri esenti variano per Comune (residenti, lavoratori).
  • L'albergatore è responsabile della riscossione: se non ti chiede la tassa, il problema è suo, non tuo.

Cos’è l’imposta di soggiorno

L’imposta di soggiorno — comunemente chiamata tassa di soggiorno o tassa turistica — è un’imposta comunale che il turista paga per ogni notte trascorsa in una struttura ricettiva nel territorio del Comune che l’ha istituita.

Non è una tassa nazionale: è stata introdotta dal D.Lgs. 23/2011 che ha dato facoltà ai Comuni di istituirla autonomamente. Ogni Comune decide se applicarla, fissa gli importi e le esenzioni, e delibera il numero massimo di notti soggette all’imposta.

Chi la riscuote

La tassa non la versi direttamente al Comune. La paghi alla struttura ricettiva (hotel, B&B, affittacamere, agriturismo, ostello), che funge da sostituto d’imposta: la riscuote e la versa periodicamente al Comune.

Questo significa che se l’albergatore “dimentica” di chiederti la tassa, il problema è suo nei confronti del Comune. Tu non hai un obbligo diretto di versarla al Comune in prima persona.

Gli importi: da €0,50 a €10 per notte

Gli importi variano enormemente da città a città e in base alla categoria della struttura:

CittàImporto indicativo per notte (adulto)
Venezia€3–€7 (fino a €10 nei picchi stagionali)
Roma€3–€7 (per categoria hotel)
Firenze€4–€5
Milano€2–€5
Bologna€3–€5
Napoli€2–€4

Questi importi sono indicativi: ogni Comune può modificarli annualmente con delibera. Verifica sempre sul sito del Comune di destinazione.

Le esenzioni più comuni

Quasi tutti i Comuni esentano le stesse categorie:

  • Minori di 14 anni (sempre, in tutta Italia)
  • Residenti nel Comune: chi ha la residenza nel Comune non la paga
  • Lavoratori in trasferta: con documentazione del datore di lavoro
  • Accompagnatori di persone con disabilità: di solito 1 accompagnatore
  • Personale sanitario in servizio: varia per Comune

Quando si applica e per quante notti

L’imposta si applica per ogni notte di soggiorno, fino a un massimo stabilito dal Comune. Le notti aggiuntive oltre il massimo non sono tassate.

Il massimo più comune è 5-7 notti consecutive. Se stai a Roma per 10 notti di fila nello stesso hotel, pagherai la tassa solo per le prime 5 o 7 (dipende dal regolamento romano dell’anno in corso).

Per soggiorni brevi (1-3 notti) il massimo non viene quasi mai raggiunto.

Domande frequenti

FAQ

La tassa di soggiorno è obbligatoria in tutta Italia? +
No. La tassa di soggiorno (tecnicamente imposta di soggiorno) è un'imposta comunale facoltativa, istituita con D.Lgs. 23/2011. Ogni Comune decide autonomamente se applicarla, quanto farla pagare e con quali esenzioni. La paghi solo nelle città che l'hanno deliberata, non in tutta Italia.
Chi deve pagare la tassa di soggiorno? +
La devono pagare tutti i turisti maggiori di 14 anni che pernottano in strutture ricettive (hotel, B&B, case vacanze, agriturismi, ostelli) nel territorio del Comune. La pagano anche i cittadini italiani che soggiornano fuori dalla propria residenza. Sono esenti i residenti nel Comune, i lavoratori in trasferta (con documentazione), i minori di 14 anni.
Quante notti si paga la tassa di soggiorno? +
Ogni Comune fissa un numero massimo di notti consecutive per le quali si applica l'imposta. Superato quel limite, le notti aggiuntive sono esenti. Il limite più comune è 5-7 notti consecutive, ma varia da città a città. Verifica il regolamento del Comune dove soggiorni.
Posso pagare la tassa di soggiorno online? +
Di solito no: la tassa si paga alla struttura ricettiva al momento del check-in o del check-out, in contanti o con carta. Alcune piattaforme come Airbnb la riscuotono automaticamente per conto del Comune in alcune città, includendola nel totale della prenotazione.
Cosa succede se l'hotel non mi chiede la tassa di soggiorno? +
Se l'albergatore non riscuote la tassa, il problema è suo: risponde verso il Comune per le somme non versate. Tu non hai obblighi legali diretti nei confronti del Comune — il soggetto passivo per il versamento è la struttura ricettiva. Tuttavia se ti viene chiesta correttamente, sei tenuto a pagarla.
I bambini pagano la tassa di soggiorno? +
I minori di 14 anni sono sempre esenti in tutti i Comuni italiani che applicano la tassa. Alcuni Comuni estendono l'esenzione fino ai 16 o 18 anni, dipende dal regolamento locale. Chiedi sempre alla struttura ricettiva prima del soggiorno.
La tassa di soggiorno si paga anche su Airbnb? +
Dipende dalla città. In molte grandi città (Roma, Firenze, Venezia, Milano) Airbnb e altre piattaforme di affitti brevi riscuotono automaticamente la tassa per conto del Comune. In questi casi la vedrai già inclusa nel totale al momento del pagamento della prenotazione. In altre città potresti pagarla direttamente all'host.

Le informazioni in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono consulenze ufficiali per casi specifici. Tariffe, scadenze e procedure cambiano: prima di partire verifica sempre sui canali istituzionali ufficiali.