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Tassa di soggiorno: cos'è e chi la paga

Te lo diciamo noi:

La tassa di soggiorno è un tributo locale che paghi al momento del check-out. L'importo varia da comune a comune: a Roma si arriva fino a 10 euro a notte per persona (fonte: Comune di Roma). Non riguarda i residenti, solo i turisti.

Cosa devi sapere subito

  • La paghi tu, ospite, non la struttura: l'hotel la riscuote e la versa al comune.
  • A Roma l'importo va da 4 a 10 euro a notte per persona secondo la categoria della struttura (fonte: Comune di Roma).
  • Alcune categorie sono esenti: minori, soggetti con disabilità, accompagnatori sanitari e, in molti comuni, i residenti del comune stesso.
  • Il tributo è disciplinato dall'art. 4 del D.Lgs. 23/2011, modificato più volte fino al D.Lgs. 14/2023 (fonte: finanze.gov.it).
  • Devi sempre richiedere la ricevuta del pagamento: è la prova che hai versato correttamente l'imposta.

Te lo diciamo noi

Te lo diciamo noi: la tassa di soggiorno è un tributo locale che paghi al momento del check-out. L’importo varia da comune a comune: a Roma si arriva fino a 10 euro a notte per persona (fonte: Comune di Roma). Non riguarda i residenti, solo i turisti che pernottano in strutture ricettive.


Cosa devi sapere subito

  • La paghi tu, ospite, non la struttura: l’hotel la riscuote e la versa al comune.
  • A Roma l’importo va da 4 a 10 euro a notte per persona secondo la categoria della struttura (fonte: Comune di Roma).
  • Alcune categorie sono esenti: minori, soggetti con disabilità, accompagnatori sanitari e, in molti comuni, i residenti del comune stesso.
  • Il tributo è disciplinato dall’art. 4 del D.Lgs. 23/2011, modificato più volte fino al D.Lgs. 14/2023 (fonte: finanze.gov.it).
  • Devi sempre richiedere la ricevuta del pagamento: è la prova che hai versato correttamente l’imposta.

Cos’è la tassa di soggiorno e da dove viene

La tassa di soggiorno è un tributo locale applicato ai turisti. Nasce con il decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, all’articolo 4. Il testo originale la chiama imposta di soggiorno. Possono istituirla i comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni e i comuni inclusi negli elenchi delle località turistiche o delle città d’arte. Non tutti i comuni italiani la applicano: la scelta è discrezionale.

Il tributo ha una logica precisa: chi usa i servizi di una città in qualità di turista contribuisce al loro finanziamento. I proventi devono essere destinati al turismo, alla manutenzione dei beni culturali e all’ammortamento dei costi dei servizi pubblici generati dal flusso di visitatori. Questa destinazione vincolata distingue l’imposta di soggiorno da altri tributi locali generici.

Il quadro normativo è stato modificato nel tempo. Il D.Lgs. 14/2023, in attuazione della delega fiscale, ha introdotto ulteriori disposizioni sull’accertamento e sulla responsabilità della struttura ricettiva come sostituto d’imposta. Consulta il sito ufficiale di finanze.gov.it per il testo aggiornato dei decreti.


Chi paga la tassa di soggiorno e chi è esente

Paga la tassa di soggiorno chiunque pernotti in una struttura ricettiva del comune che l’ha istituita e non sia residente in quel comune. La struttura ricettiva funge da sostituto d’imposta: la riscuote dall’ospite e la versa periodicamente al comune.

Chi è obbligato

  • Turisti italiani che pernottano fuori dal proprio comune di residenza.
  • Turisti stranieri in visita in Italia.
  • Viaggiatori d’affari non residenti nel comune.
  • Ospiti di B&B, affittacamere, case vacanze, campeggi, ostelli e hotel di qualsiasi categoria.

Chi è esente (criteri più comuni)

Le esenzioni variano da comune a comune e sono stabilite dal regolamento locale. Le più diffuse, presenti anche nel regolamento del Comune di Roma, riguardano:

  • Minori di età: spesso sotto i 10 anni, in alcuni comuni sotto i 14 o i 18 anni.
  • Persone con disabilità certificate ai sensi della L. 104/1992.
  • Accompagnatori e assistenti di persone con disabilità (di norma uno per assistito).
  • Autisti di pullman e guide turistiche che accompagnano gruppi organizzati.
  • Pazienti ricoverati o in day hospital e i loro accompagnatori.
  • Forze dell’ordine e militari in servizio, in alcuni regolamenti.

Per conoscere le esenzioni esatte del comune che visiti, consulta sempre il sito ufficiale del comune stesso o chiedi direttamente alla struttura ricettiva prima del check-in.


Quanto costa la tassa di soggiorno in Italia

L’importo non è uniforme a livello nazionale. Ogni comune lo determina autonomamente, entro i limiti fissati dalla legge. Il limite massimo è aggiornato per legge: consulta il sito ufficiale di finanze.gov.it per il tetto vigente.

Roma: un caso concreto

Roma è una delle città con l’imposta più articolata. Secondo il Comune di Roma, gli importi in vigore si differenziano per tipologia di struttura:

Tipologia di strutturaEuro a persona a notte
Ostelli della gioventù4,00 €
Affittacamere, B&B, case per ferie (1-2 stelle)4,00 €
Hotel 3 stelle6,00 €
Hotel 4 stelle7,00 €
Hotel 5 stelle e lusso10,00 €
Case vacanze e strutture extralberghiere di fascia altafino a 10,00 €

Il massimale di pernottamenti soggetti all’imposta è di 10 notti consecutive per lo stesso soggiorno. Dalla undicesima notte in poi non paghi più l’imposta per quel soggiorno continuativo. Fonte: consulta il sito ufficiale del Comune di Roma alla pagina dedicata all’imposta di soggiorno.

Altre città italiane

A titolo orientativo, alcune grandi città italiane applicano importi diversi. Firenze, Venezia e Milano hanno tariffe proprie, spesso collegate alla categoria alberghiera o all’area urbana. Non è possibile citare importi certi per ogni città senza rischiare di riportare dati non aggiornati: verifica sempre sul sito ufficiale del comune di destinazione prima di partire.


Come funziona la riscossione

La struttura ricettiva ha l’obbligo di riscuotere l’imposta dall’ospite e di versarla al comune secondo le scadenze stabilite dal regolamento locale. Di solito il versamento avviene mensilmente o trimestralmente.

Cosa succede al momento del check-in e del check-out

  • Al check-in la struttura ti informa dell’importo dovuto, spesso con un foglio informativo o l’indicazione nella scheda di prenotazione.
  • Al check-out paghi l’importo calcolato su numero di notti e numero di ospiti. Il pagamento avviene quasi sempre in contanti o con carta.
  • La struttura ti rilascia una ricevuta o indica il tributo in fattura. Conservala.

Prenotazioni online e OTA

Se hai prenotato tramite piattaforme online come Airbnb o Booking.com, in alcuni comuni il portale riscuote la tassa direttamente al momento della prenotazione. In altri casi la struttura la addebita al check-out. Verifica nella conferma di prenotazione se la tassa è già inclusa o se la dovrai pagare in loco.

Responsabilità della struttura

Con le modifiche introdotte dal D.Lgs. 14/2023, la struttura ricettiva è responsabile in solido del versamento. Se omette di riscuotere o versare il tributo, è soggetta a sanzioni amministrative da parte del comune. Come ospite, il tuo obbligo si esaurisce con il pagamento alla struttura e la conservazione della ricevuta.


Come verificare se il tuo comune di destinazione applica la tassa

Non esiste un registro nazionale unico e consultabile in tempo reale che elenchi tutti i comuni che applicano l’imposta di soggiorno. Il modo più affidabile per verificare è:

  1. Cercare il sito ufficiale del comune di destinazione e navigare nella sezione tributi o turismo.
  2. Chiedere alla struttura ricettiva prima della prenotazione: è nel suo interesse informarti correttamente.
  3. Leggere la conferma di prenotazione: le piattaforme online spesso indicano se la tassa è applicabile e se è inclusa nel prezzo.

Tieni presente che le delibere comunali possono cambiare ogni anno, di solito con delibera di bilancio approvata entro fine anno con effetto dal 1° gennaio successivo. Un importo valido nel 2024 potrebbe essere diverso nel 2026.


Tassa di soggiorno e dichiarazione dei redditi

La tassa di soggiorno non è detraibile ai fini IRPEF nella dichiarazione dei redditi personale. Non rientra tra le spese mediche, né tra le spese per istruzione o le altre categorie previste dal TUIR per le detrazioni.

Per i lavoratori dipendenti in trasferta, la tassa di soggiorno può essere rimborsata dall’azienda come spesa accessoria documentata al pernottamento. L’eventuale rimborso dipende dal contratto collettivo applicato e dalla policy aziendale: non è automatico. Conserva la ricevuta e allegala alla nota spese.

Per i professionisti e lavoratori autonomi, la tassa di soggiorno pagata durante una trasferta di lavoro può rientrare tra le spese inerenti l’attività professionale, ma la deducibilità dipende dalla natura della spesa e dalla documentazione disponibile. Consulta il sito ufficiale di finanze.gov.it o rivolgiti a un commercialista per il tuo caso specifico.


Domande frequenti

Cos’è esattamente la tassa di soggiorno?

È un tributo locale istituito dall’art. 4 del D.Lgs. 23/2011. I comuni capoluogo di provincia, le città turistiche e le unioni di comuni possono applicarla ai turisti che pernottano sul loro territorio. La riscuote la struttura ricettiva al momento del check-out o del pagamento.

Chi è obbligato a pagarla?

La paga chiunque soggiorni in una struttura ricettiva (hotel, B&B, affittacamere, casa vacanze, campeggio) nel comune che ha istituito il tributo. Sono esclusi i residenti nel comune stesso e alcune categorie protette come minori sotto i 10 o 14 anni (l’età varia per comune) e persone con disabilità.

Quanto costa la tassa di soggiorno a Roma?

A Roma l’imposta va da 4 euro a notte per gli ostelli fino a 10 euro per gli hotel a 5 stelle e le strutture extralberghiere di lusso. L’importo si moltiplica per il numero di notti, fino a un massimo di 10 notti consecutive. Fonte: Comune di Roma, delibera vigente.

La tassa di soggiorno vale per tutte le città italiane?

No. Solo i comuni che hanno deliberato l’istituzione del tributo la applicano. Non tutti i comuni italiani lo fanno. Prima di partire, verifica sul sito ufficiale del comune di destinazione se è prevista e qual è l’importo attuale.

Cosa succede se non pago la tassa di soggiorno?

La responsabilità della riscossione ricade sulla struttura ricettiva. Se la struttura omette di riscuotere o versare il tributo, è lei a rischiare sanzioni amministrative. Come ospite, tuttavia, è nel tuo interesse pagare e conservare la ricevuta a dimostrazione dell’avvenuto versamento.

Posso detrarre la tassa di soggiorno dalle spese di trasferta lavorativa?

La tassa di soggiorno non rientra tra le spese detraibili ai fini IRPEF. Per i lavoratori in trasferta, alcune aziende la rimborsano come spesa accessoria al pernottamento, ma dipende dal contratto e dalla policy aziendale. Consulta il sito ufficiale di finanze.gov.it per aggiornamenti fiscali.

Come si calcola la tassa di soggiorno per un gruppo?

Si calcola moltiplicando l’importo a persona a notte per il numero di ospiti e per il numero di notti di pernottamento, fino al limite massimo di notti previsto dal regolamento comunale (spesso 10 notti). Ogni comune può prevedere un tetto massimo diverso: verifica il regolamento locale.


Fonti ufficiali

  • Ministero dell’Economia e delle Finanze – fiscalità locale: consulta il sito ufficiale di finanze.gov.it, sezione “Fiscalità locale / Tributi locali”. Accesso verificato: 14 maggio 2026.
  • Comune di Roma – imposta di soggiorno: consulta il sito ufficiale del Comune di Roma alla pagina dedicata all’imposta di soggiorno (comune.roma.it). Accesso verificato: 14 maggio 2026.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo generale e sono aggiornate alla data indicata nel frontmatter. La normativa sull’imposta di soggiorno è soggetta a modifiche con delibere comunali annuali. Prima di qualsiasi decisione, verifica gli importi e le esenzioni vigenti sul sito ufficiale del comune di destinazione o rivolgiti a un professionista abilitato. Comesiparte.it non è un sostituto della consulenza fiscale o legale professionale.

Domande frequenti

FAQ

Cos'è esattamente la tassa di soggiorno? +
È un tributo locale istituito dall'art. 4 del D.Lgs. 23/2011. I comuni capoluogo di provincia, le città turistiche e le unioni di comuni possono applicarla ai turisti che pernottano sul loro territorio. La riscuote la struttura ricettiva al momento del check-out o del pagamento.
Chi è obbligato a pagarla? +
La paga chiunque soggiorni in una struttura ricettiva (hotel, B&B, affittacamere, casa vacanze, campeggio) nel comune che ha istituito il tributo. Sono esclusi i residenti nel comune stesso e alcune categorie protette come minori sotto i 10 o 14 anni (l'età varia per comune) e persone con disabilità.
Quanto costa la tassa di soggiorno a Roma? +
A Roma l'imposta va da 4 euro a notte per gli ostelli fino a 10 euro per gli hotel a 5 stelle e le strutture extralberghiere di lusso. L'importo si moltiplica per il numero di notti, fino a un massimo di 10 notti consecutive. Fonte: Comune di Roma, delibera vigente.
La tassa di soggiorno vale per tutte le città italiane? +
No. Solo i comuni che hanno deliberato l'istituzione del tributo la applicano. Non tutti i comuni italiani lo fanno. Prima di partire, verifica sul sito ufficiale del comune di destinazione se è prevista e qual è l'importo attuale.
Cosa succede se non pago la tassa di soggiorno? +
La responsabilità della riscossione ricade sulla struttura ricettiva. Se la struttura omette di riscuotere o versare il tributo, è lei a rischiare sanzioni amministrative. Come ospite, tuttavia, è nel tuo interesse pagare e conservare la ricevuta a dimostrazione dell'avvenuto versamento.
Posso detrarre la tassa di soggiorno dalle spese di trasferta lavorativa? +
La tassa di soggiorno non rientra tra le spese detraibili ai fini IRPEF. Per i lavoratori in trasferta, alcune aziende la rimborsano come spesa accessoria al pernottamento, ma dipende dal contratto e dalla policy aziendale. Consulta il sito ufficiale di finanze.gov.it per aggiornamenti fiscali.
Come si calcola la tassa di soggiorno per un gruppo? +
Si calcola moltiplicando l'importo a persona a notte per il numero di ospiti e per il numero di notti di pernottamento, fino al limite massimo di notti previsto dal regolamento comunale (spesso 10 notti). Ogni comune può prevedere un tetto massimo diverso: verifica il regolamento locale.

Le informazioni in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono consulenze ufficiali per casi specifici. Tariffe, scadenze e procedure cambiano: prima di partire verifica sempre sui canali istituzionali ufficiali.